appunti sparsi: Novità.

appunti sparsi

martedì, aprile 15, 2008

Novità.

Oggettivamente non credevo di rimettere mano a questo blog per via del risultato elettorale. Speravo, in sincerità, di metterci qualcosa di più mio tuttavia non posso non sentire un pò mia questa sconfitta politica. Arroganza lo so, ma orami dovreste saperlo...

Dire che è incredibile il risultato elettorale nel suo complesso è dire poco. Nessuno - o almeno io - si immaginava una tale disfatta al Senato. Il prossimo governo Berlusconi avrà i numeri (e che numeri) in tutti e due i rami del parlamento. E' un fatto importante, che potrà essere solo confermato dal voto all'estero (sono 6 i seggi in palio) o al massimo vagamente ridimensionato: alla proiezione attuale di Repubblica, lo scarto è di 122 a 167. Maggioranze ampie come del resto il Cavaliere aveva affermato da tempo e - va detto - come Cassandra non è stato creduto. Un voto, quello del 2008, che mette fuori dalla porta un pezzo importante di storia, una storia verso la quale non ho simpatia ma di cui riconosco l'importanza, quella social-comunista. Addio Bertinotti, addio Boselli, addio Rizzo, Mussi e Craxi. Di voi non sentirò la mancanza, di quella storia forse si e c'è da dire che la mancanza di una sua rappresentanza nel parlamento fa pensare a brutte prospettive. Speriamo di sbagliarci.
Addio anche all'altro lato a La Destra, ai fascisti, quelli duri e puri, quelli "orgogliosi" che mi stanno ancora più antipatici dei social-comunisti, che almeno il Paese lo avevano costruito. Addio, senza rimpianti. Resta il centro, un centrino, solitario faro, ce l'ha fatta per un pelo. Mi chiedo se non fosse stato meglio perdere anche loro e portarci davvero ad un "nuovo tutto nuovo". Certo un nuovo con un sacco di vecchio (e di vecchi) ma attenzione: il nome non fa la cosa, ma in politica un nome o un simbolo vogliono dire molto e fanno molto, l'Italia - forse - è cambiata, di certo quello di oggi è un fatto storico. Agli storici, tra venti o trent'anni, il compito di valutarne gli effetti. A noi resta la cronaca.

Good night, and good luck

3 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Come se non bastasse, ieri sono andato dal dentista e sono stato tutta la notte con un dolore cane. Che però era niente di fronte alla rabbia per la sconfitta elettorale. Anche io, da sempre nell'area dell'estrema sinistra, con un passato di militanza in Democrazia Proletaria ai tempi di Mario Capanna, avevo scelto il PD e Walter, poichè lo vedevo come ultimo baluardo della deriva egemonica della destra in Italia. Ma non è servito a niente. Paghiamo oggi un conto che si è andato via via ingrossando nel corso degli anni, fatto di errori su errori, di un voler ad ogni costo sfidare la destra sul suo terreno, contando sull'affezione del proprio elettorato. Beh vi do una notiza, cari Arcobaleni. La classe operaia non vi segue più. La sinistra ha in questi anni sempre più perso il suo ruolo. Ora sarà costretta a ricominciare, ricominciare a fare politica sul serio, dal basso, sperando di togliere di mezzo i Diliberto, i Bertinotti, i Pecoraro Scanio, i Salvi, i Mussi, che sono stati i principali artefici di questa sconfitta. Un bagno di umiltà era quello che ci voleva. Chiedo scusa per aver invaso il tuo spazio con tesi che forse non condividi, ma conto sulla tua capacità di accettare opinioni diverse dalle tue. Con affetto immutato.

Antonio, l'Adracoso

11:23  
Blogger Lillo said...

Tutt'altro. E' una tesi che condivido e vado oltre: la cultura marxista non è più nemmeno in grado di comprendere il problema del ceto operaio ne in generale il mondo del lavoro dal quale trae la sua visione del mondo. Sono perfino contento della fine della SA, la fine dei radical chic, la fine di una storia che - chiaramente - non è in grado di ripensare se stessa. Il mondo dei blocchi ideologici è finito da tempo, l'Italia arriva spesso prima e dopo su certe cose...vedremo cosa sccederà qui ed altrove. Nel frattempo mi godo un parlamento con 4-5 gruppi e basta. E scusate se è poco...
Per quanto riguarda il PD non ha capito l'emergenza del Nord, non ha capito che il ceto produttivo è stanco di uno Stato che chiede e non da, così come l'operaio, il commerciante, l'artigiano. Speriamo che sbagliando si impari davvero.
Un abbraccio.

14:23  
Anonymous Beatrice said...

A me sembra che la sinistra estrema abbia pagato il prezzo dell'aver appoggiato un governo che a un certo punto non piaceva più a nessuno.
E il PD era una sconfitta preannunciata, la sua... scusate, ma che l'Ulivo sia di fatto trasformatosi in PD, rendava il PD in che modo "il nuovo"?
E in che modo speravano di far credere agli elettori che loro (il PD) non c'entravano niente col Governe uscente?
Perchè diciamocelo, qui la gente non ha votato per partito politico, secondo me, ma per gradimento. E gli ultimi due anni di governo non sono stati graditi.
Come non lo saranno i prossimi secondo me...
Diciamo che stavolta la questione del conflitto di interessi non ha fatto presa... Peccato, se l'erano tenuta buona, ferma lì pure questa volta per usarla in campagna elettorale e invece...

Ci si vede stasera JarLuc!

15:26  

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