appunti sparsi: Crisi

appunti sparsi

sabato, novembre 03, 2007

Crisi

Ho capito una cosa importante di me stesso oggi mentre sfogliavo una rivista femminile dal parrucchiere. So cosa stare per dire: cosa ci facevi li? E i più maliziosi penseranno qualcosa a proposito della mia sessualità. Sciocchini. No. Quello che ho realizzato è che io - per certi versi, molti versi forse tutti - non sono mai stato "giovane". Sono passato dall'infantilità all'adultitudine (sarà corretto? mah...) senza passare per quella fase intermedia fatta di cazzate, di vestiti e acconciature sceme e tanto tanto conformismo ma anche di cose importanti, esperienze e decisioni che ti aiutano a definirti e a darti una dimensione. Momenti critici insomma che se non ti ammazzano ti rendono assai più stabile. Sarà perchè sono figlio di separati, sarà per l'educazione che ho avuto, sarà per la "protettività" di mia madre e mia nonna da un lato e l'"austerità" di mio padre dall'altro in periodi a volte sovrapposti ma ancora più spesso distinti e separati nel tempo e nello spazio. E' la difficoltà di dover mediare (ma poi perchè dovere?) tra questi ed altri estremi che mi ha fatto crescere. In fretta. Ed ora, quante cose mi mancano? Sarà per questo che sono in un momento così forte di crisi? Ma poi la vera domanda è: si esce mai davvero dalla crisi in una società come la nostra?

3 Comments:

Anonymous Pino l'Astuto said...

Siccome che io sono un terapeuta per certe cose tipo le crisi esistenziali o aspiranti tali posso azzardare una diagnosi senza passare per l'anamnesi (ché mica sono dottor house o uno dei suoi succubi, e poi te la sei fatta da solo quindi...) dicevo posso azzardare e sparare che secondo me l'unica terapia adatta a superare qualsivoglia crisi ché sia di mezza o d'un quardo d'età è una e una sola. Insomma: pù sesso, meno pugnette. Come quella prof che al liceo mi fece tradurre una frase in latino che diceva più o meno così: i giovani combattono le loro piccole battaglie quotidiane. Non sapendo come si traducesse piccole azzardai un diminutivo per pugna che non piacque molto alla docente. Tuttavia, come dicevano ancora una volta i latini: divagandus melius est quam a deficere est cerbellum. Che più o meno si traduce con: ci ho un cazzo da fare e sto qui a sfottere su una cosa seria. perciò, caro Lillo, se ti può tirare su: parla con Saso, ché lui pure ha saltato una fase importante, credo la chiamino adolescenza, ed io avendone per tutti e due posso spararvene in vena due o tre dosi quotidie. AH! Quando si dice che il latino fa sempre figo!

Stammi bene,
Pinuccio tuo

14:06  
Anonymous Jessica said...

Per ragioni in parte simili, in parte molto diverse... questo brusco passaggio è toccato anche a me. Forse è per questo che all'apparenza, sembriamo più bambini di altri su certe cose.

07:14  
Anonymous Beatrice said...

E poi vieni a parlare a me di ormoni?
XD

L'antefatto, ciò che tu fossi da una parrucchiera a me non ha fatto venire dubbi sulla tua sessualità, ma mi ha solo dato una certezza: hai tagliato acora quei magnifici ricci a cui io sono affezionata e che tu continui ad eliminare.

Ed un po' ti detesto per questo >_<

Stavi sfogliando una rivista femminile?
O____O

Questo è preoccupante... soprattutto perchè ti assicuro che , almeno mentre ero adolescente io, gli adolescenti da te descritti qui, erano la minoranza, o forse sarà che frequentavo già allora persone serie :D

Le crisi vanno e vengono... Stai su, ti abbraccio.

13:32  

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