appunti sparsi: Volere non è dovere...

appunti sparsi

sabato, ottobre 28, 2006

Volere non è dovere...

Mi piacerebbe fare un sacco di roba.
A chi no? Ma soprattutto la mia domanda è: è un bisogno reale, legato alla conscia/inconscia necessità di fare molte esperienze oppure è determinato da esigenze "consumistiche"? Oppure ancora (ed è un risposta che può abbracciare in parte entrambe le opzioni precedenti) è necessità di "emulazione"?
Siamo bombardati da mille impulsi. Capire cosa scatena in noi un desiderio non è facile e forse non è nemmeno sempre utile o vitale. E' così e basta. Forse l'importante è discernere che cosa è realmente importante per noi e cosa no. Cosa può trasformarci in persone migliori e cosa no oppure cosa ci darà di più in termini di costi benefici. Io vorrei viaggiare molto più di quanto non faccia ora e vorrei imparare meglio altre lingue. Vorrei finalmente laurearmi (non sopporto più il clima da inquisizione spagnola che si respira nella mia famiglia...in entrambi i rami). Vorrei...vorrei...vorrei...

Vi ricordate quando da piccoli ci dicevano "l'erba voglio non cresce neppure nel giardino del Re". E' una massima davvero importante, ed è pedagogicamente molto efficace, infatti ti stronca immediatamente senza poter dire ne "a" ne "ba". Dire/dirsi "non posso avere tutto ciò che voglio" è un modo di autodisciplinarci da tutti i piccoli e grandi capricci e oggi ci ricorderebbe che il detto "volere è potere" (in cui credo molto) ha bisogno di un contraltare. Ovvero anche se io POSSO non è detto che DEBBA. In sostanza distinguere tra la volontà e la necessità...o la volontà di potenza.
Oggi sembra che se io VOGLIO qualcosa, DEBBO averla, cioè si scambia il desiderio con il diritto e ho come l'impressione che questo mini in profondità la nostra libertà vera e soprattutto il tessuto sociale, a danno di chi ha meno potenza da esercitare...

...non c'è che dire oggi mi sento molto politico....

5 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Quanta saggezza in così poche righe....................................................:)) Il problema probabilmente è quello che hai posto per primo, cioè che spesso i nostri desideri sono eterodiretti, ma non dalla società, bensì dal principio della soddisfazione del piacere che è semplificazione bieca del più nobile principio del desiderio...che dà pienezza anche se non è soddisfatto perchè è già di per se una realizzazione di una propria energia affettiva-emotiva.... più che un commento è una filippica..chi mai lo avrà lasciato?????

22:51  
Anonymous Anonimo said...

Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

22:53  
Anonymous Anonimo said...

P.S. hai visto che ho commentato? poi dici gli amici

22:54  
Blogger LeLait said...

Secono me hi messo un pò male il concetto... Desidero laurearmi, apprendere tante lingue... non è solamente un desiderio, è una necessità che va espletata con la volontà, altrimenti non si conclude niente. In fondo dipende sempre dal desiderio: alcuni si possono ottenere con la nostra capacità, altri invece rimangono e DEBBONO rimanere insoddisfatti altrimenti sarebbe la morte del desioderio... e della vita stessa... è il desiderio che muove il tutto, ci da la spinta ad agie, poi spetta a noi essere giudici di noi stessi ed in grado di discernere il possibile dall'impossibile...

11:16  
Anonymous Zazà said...

Cara...a volte il pensare troppo fa male: meglio agire un pò di più, anche conservando il presupposto teorico...oddio! MA CHE HO DETTO! O__o

18:56  

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